Il 2025 di ACEF è dedicato ai temi che saranno all’ordine del giorno di ogni Azienda e di ogni Professionista: insieme a sostenibilità, intelligenza artificiale, tesoreria e finanza aziendale non può certo mancare l’ENERGIA. E’ una materia che abbraccia tutto il settore produttivo e impatta fortemente su qualsiasi attività delle Imprese e della società in generale.
Il Presidente e Fondatore di NE Nomisma Energia, dott. Davide Tabarelli, che ringraziamo della disponibilità, ha condiviso con Gianfranco Barbieri e con il pubblico ACEF le osservazioni di chi in prima persona presidia tutte le tematiche relative ai mercati delle fonti d’energia e dell’ambiente, incluso le tematiche tecnologiche.
L’intervista si apre da Taranto, luogo simbolico e “paradigmatico” della transizione europea: un impianto industriale gigantesco che genera una frizione permanente tra tutela ambientale e continuità produttiva. Da qui il ragionamento si allarga alla cornice macro: l’Europa e l’Italia stanno vivendo una crisi energetica, “terremoto” innescato dall’invasione russa dell’Ucraina (24 febbraio 2022) che richiama, per intensità e natura di shock, i grandi strappi degli anni ’70 (1973 e 1979). Il filo conduttore è l’instabilità: mercati, geopolitica e infrastrutture energetiche si stanno muovendo in modo discontinuo, con effetti diretti sulle bollette e sulla competitività industriale.
Viene ricostruito un passaggio recente che ha inciso sui prezzi: la fine del contratto di transito del gas attraverso l’Ucraina (a fine anno), che riguardava ormai volumi ridotti rispetto al passato (circa 15 miliardi di metri cubi annui contro i circa 150 pre-crisi), ma che ha comunque alimentato un rialzo di prezzo. Ne deriva un aumento percepito delle bollette (stimato nell’ordine del 10%, con picchi più elevati su alcune categorie), dentro però un quadro che resta distante dai massimi del 2022. Il punto non è tanto il livello assoluto, quanto la volatilità: l’inverno è “normale” dopo due stagioni miti e un eventuale colpo di freddo a fine febbraio-inizio marzo potrebbe creare tensioni; ipotesi non centrale, ma utile a ribadire che nei prossimi anni l’instabilità sarà strutturale.
Il dott. Tabarelli evidenzia poi i fattori che, paradossalmente, stanno aiutando a contenere i prezzi: la domanda energetica debole per la crescita modesta e la recessione tedesca, il rallentamento del manifatturiero italiano (esempi: ceramica di Sassuolo e acciaierie che consumano meno), e il contributo del nucleare francese, che diventa lo zoccolo duro dell’elettricità europea. Qui emerge una tesi provocatoria ma solida: l’Italia non è uscita dal nucleare perché ne consuma comunque una quota rilevante importandola dalla Francia, arrivando a importare circa il 17% della propria domanda elettrica. A ciò si aggiungono fattori congiunturali come periodi di poco vento in Europa e un altro elemento di sistema: la Cina, che rallenta e quindi importa meno gas, ma continua a usare molto carbone (con un effetto globale, perché i beni che importiamo incorporano energia sporca). Ne deriva una critica alla percezione europea: l’Europa pesa una quota minoritaria delle emissioni globali, ma si comporta come primo della classe senza gestire con realismo la propria sicurezza energetica.
Uno dei nuclei più incisivi dell’intervista riguarda la dipendenza energetica italiana: negli anni ’70 era sopra l’80%, oggi circa 76% (magra consolazione). Si sottolinea inoltre l’anomalia dei prezzi: l’Italia paga molto e, in alcuni periodi, perfino la Germania risulta più cara per via della sua traiettoria di transizione. Nel frattempo, l’Italia dispone di risorse nazionali di gas (Basilicata, Sicilia, Adriatico) e di un patrimonio industriale e di competenze legate all’offshore, con Ravenna come distretto emblematico. Il messaggio è: la transizione non può ignorare filiere e asset esistenti, né può “buttare via impianti funzionanti” senza coperture, strategie e tempi realistici.
Sul versante sociale viene introdotta la nozione di povertà energetica: almeno 4 milioni di persone in difficoltà, con il rischio di scambiare l’efficienza per semplice rinuncia al riscaldamento. Anche qui l’argomento è netto: la riduzione delle emissioni non può poggiare sul calo del denominatore (consumi totali) dovuto a stagnazione economica o impoverimento. L’energia è fattore di crescita e competitività: se la transizione green è eticamente condivisibile, nel breve può produrre danni economici e industriali se non governata.
Arrivando alle rinnovabili, il dott. Tabarelli distingue tra elettricità e sistema energetico complessivo: le rinnovabili sono circa il 40% nella generazione elettrica, ma nel bilancio energetico totale pesano intorno al 20%. Portarle al 40% complessivo in pochi anni viene descritto come irrealistico senza tagli drastici alla domanda. Viene inoltre evidenziato un limite fisico di intermittenza (buio, assenza di vento, accumuli non sufficienti). Da qui la proposta: se l’obiettivo è ridurre davvero i fossili mantenendo sicurezza e prezzi accettabili, l’Italia deve riaprire il tema del nucleare (citando Caorso come simbolo) e assumersi scelte difficili, invece di affidarsi a indicazioni perentorie senza coperture. La chiusura torna sul punto politico-industriale: servono strategie coerenti, stabilità e strumenti credibili; altrimenti si ripetono errori già visti in altre politiche di incentivo, dove l’incertezza frena gli investimenti e scarica il rischio sull’impresa.
Dal sito Nomisma Energia:
Il core business di NE Nomisma Energia è riconducibile a tre segmenti:
RICERCA
Attraverso un costante studio dei mercati ed una attenta raccolta di dati statistici ed informativi, l’attività di ricerca è finalizzata alla definizione, costruzione e continuo aggiornamento di modelli analitici ed interpretativi che consentono di prevedere e valutare le dinamiche evolutive dei settori energetici. Questi modelli risultano fondamentali sia per orientare le scelte di business sia per guidare le decisioni dei policy makers.
CONSULENZA
L’attività di consulenza si avvale dei risultati della ricerca per fornire al cliente un servizio mirato a soddisfare le sue specifiche esigenze in termini di decisioni strategiche, investimenti, ridefinizione delle aree di business aziendale, opzioni di prezzi e tariffe.
FORMAZIONE
L’attività di formazione è finalizzata a fornire agli operatori del settore, siano essi aziende, decisori pubblici o clienti finali, gli strumenti per una più approfondita comprensione delle dinamiche in atto, consentendo loro l’ottimizzazione delle proprie scelte strategiche; l’attività convegnistica costituisce, inoltre, uno strumento di approfondimento e discussione di temi di attualità grazie alla consueta partecipazione di rappresentanti dei principali attori privati ed istituzionali.
NE Nomisma Energia presidia tutte le tematiche relative ai mercati delle fonti d’energia e dell’ambiente, incluso le tematiche tecnologiche:
- Petrolio e derivati
- Gas naturale
- Carbone
- Energia elettrica
- Fonti rinnovabili
- Uso energetico dei rifiuti
- Ambiente e Territorio
- Uso razionale dell’energia
- Efficienza Energetica
- Mercati delle emissioni
- Nucleare
- Acqua
