Servitizzazione, filiere e valore per il cliente: il modello Bibus raccontato da Giuseppe Lodi

In questa intervista ACEF incontra Giuseppe Lodi di Bibus Italia per approfondire il tema della servitizzazione.

Il termine richiama un cambiamento nel modo di concepire il rapporto tra impresa, prodotto, cliente e mercato. “Servitizzazione” significa spostare il centro della proposta di valore dal prodotto considerato in sé al sistema di servizi, competenze, progettazione, assistenza, logistica e capacità organizzativa che rende quel prodotto realmente utile per il cliente.

Nel caso di Bibus Italia, questo approccio nasce dall’esperienza diretta sul mercato. L’azienda rappresenta in Italia il gruppo multinazionale Bibus, realtà nata nel 1947 e specializzata nella fornitura di servizi, sistemi e soluzioni in settori tecnici. La società italiana è stata fondata nel 2012 e ha costruito negli anni un percorso di crescita che l’ha portata a sviluppare sedi operative in Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte, con un team oggi composto da circa settanta persone.

Bibus ha riconosciuto solo in un secondo momento che il proprio modo di lavorare corrispondeva al concetto di servitizzazione. Prima ancora della definizione, esisteva un metodo: ascoltare il cliente, comprendere il problema da risolvere, costruire una soluzione tecnica e organizzativa coerente con le sue esigenze.

La conversazione entra poi nel cuore del modello operativo di Bibus. L’azienda lavora nei settori tecnici e industriali, in particolare a supporto di imprese che realizzano macchinari per comparti come movimento terra, agricoltura, veicoli speciali, applicazioni industriali e altri ambiti ad alta complessità. Bibus non si limita alla distribuzione di componenti, ma integra competenze di co-engineering, gestione della supply chain, assemblaggio, trasformazione, collaudo e supporto post vendita.

Questo significa, in termini pratici, aiutare il cliente a ridurre la complessità. Una PMI che deve sviluppare un nuovo macchinario, un nuovo sottosistema o una soluzione tecnica specifica può trovare in Bibus un interlocutore capace di mettere insieme componenti, competenze e fornitori diversi, trasformandoli in un sistema coerente e utilizzabile. Il cliente può così concentrarsi sul proprio mercato, sulla produzione e sulla relazione commerciale, affidando a un partner specializzato una parte rilevante della complessità tecnica e organizzativa.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda il rapporto tra grandi produttori di componenti e piccole e medie imprese. Bibus utilizza la capacità produttiva e la qualità tecnica dei grandi player industriali, ma le rende accessibili a clienti che chiedono flessibilità, adattamento, tempi di risposta e soluzioni personalizzate. In questo senso, il modello consente di collegare mondi diversi: da un lato l’efficienza industriale dei grandi produttori, dall’altro la varietà e la capacità di adattamento richiesta dalle PMI.

L’intervista affronta anche il tema della filiera. Per competere con grandi gruppi internazionali, molte imprese devono imparare a collaborare, valorizzando le proprie specializzazioni e costruendo alleanze operative. Non sempre serve saper fare tutto internamente ma diventa decisivo saper fare bene una parte del processo e integrarla con le competenze di altri soggetti affidabili.

Nel confronto con Gianfranco Barbieri, Presidente ACEF, emergono inoltre riflessioni più ampie sul ruolo dell’imprenditore, sulla capacità di assumere rischio, sul passaggio generazionale, sull’attrazione dei talenti e sulla necessità di creare ambienti di lavoro nei quali le persone possano crescere e contribuire allo sviluppo dell’impresa.

Il video offre quindi una testimonianza di innovazione industriale applicata. La servitizzazione viene presentata attraverso l’esperienza di un’azienda che ha costruito il proprio modello partendo dal cliente, dalla soluzione dei problemi e dalla capacità di trasformare competenza tecnica, organizzazione e servizio in valore competitivo.