Una conversazione online con il dott. Sandro Pettinato, Vicesegretario generale Unioncamere, il dott. Gianfranco Barbieri e il dott. Giacomo Barbieri alla luce del nuovo decreto dirigenziale e all’imminente rinnovo dell’iscrizione all’Elenco degli Esperti CNC. E’ stata l’occasione per per condividere alcuni dati statistici sull’andamento dello strumento, utili per comprendere come la CNC stia evolvendo nella prassi applicativa e richiamare l’attenzione dei professionisti su una scadenza imminente.

Composizione negoziata: numeri, criticità e ruolo dell’Esperto

La composizione negoziata della crisi è entrata in una fase nuova. I numeri, le prassi applicative e le recenti novità normative impongono una lettura più matura, capace di distinguere tra ciò che funziona, ciò che va corretto e ciò che rischia di compromettere l’efficacia dell’intero percorso.

Nel video viene offerta una ricognizione aggiornata, al 22 giugno 2026, dello stato della composizione negoziata, alla luce del decreto dirigenziale di aprile, degli aggiornamenti della piattaforma, delle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’evoluzione dei dati raccolti negli ultimi anni.

Il primo elemento che emerge è la crescita del ricorso allo strumento. Le domande di composizione negoziata hanno superato quota 4.600, collocando la CNC tra i principali strumenti oggi utilizzati per affrontare situazioni di crisi d’impresa, con numeri superiori a quelli del concordato preventivo. Questo dato, tuttavia, non può essere letto in modo automatico come indice di successo, l’aumento delle istanze può segnalare una maggiore conoscenza dello strumento, ma può anche nascondere ricorsi tardivi o domande deboli.

Il dato più significativo riguarda piuttosto l’evoluzione qualitativa delle domande e delle chiusure favorevoli. Se nella prima fase applicativa le percentuali di successo erano molto contenute, oggi si registra un miglioramento sensibile, con una media di circa un caso favorevole su cinque. Le chiusure positive hanno superato quota 600 e hanno riguardato, secondo i dati richiamati, circa 35.000 addetti, a fronte di una platea complessiva di imprese coinvolte che interessa circa 160.000 lavoratori. È un dato che consente di cogliere la rilevanza economica e sociale dello strumento, soprattutto quando la crisi riguarda imprese medie o medio-grandi, filiere territoriali e catene di fornitura complesse.

Tra i fattori di forza della composizione negoziata vengono evidenziati la durata contenuta del percorso, la possibilità per l’imprenditore di mantenere la gestione dell’impresa, la natura digitale della procedura e i costi relativamente limitati rispetto ad altri strumenti. La rapidità, in particolare, rappresenta un elemento decisivo: impone alle parti un orizzonte negoziale definito e può favorire l’assunzione di decisioni che, in altri contesti, tenderebbero a essere rinviate.

Accanto a questi profili positivi, restano però criticità rilevanti. La prima riguarda la tardività di molte domande, presentate quando la crisi è ormai cronicizzata o addirittura a ridosso di iniziative giudiziali. In questi casi la composizione negoziata rischia di diventare un passaggio formale, poco utile per l’impresa e dannoso per creditori, dipendenti e fornitori.

Un secondo profilo riguarda la qualità dell’Esperto. E’ necessario affidare l’incarico a una figura dotata non solo di competenze tecniche, ma anche di capacità negoziale, autorevolezza, equilibrio e conoscenza concreta delle dinamiche aziendali. 

Particolare attenzione viene poi dedicata al comportamento dei creditori. Il sistema bancario appare più maturo rispetto alla fase iniziale, anche grazie agli interventi normativi e giurisprudenziali che hanno chiarito i rapporti tra composizione negoziata, contratti bancari, garanzie e regole di vigilanza. Più problematico resta invece il fronte del creditore pubblico.

Il confronto si chiude su un punto centrale: la composizione negoziata non è uno strumento per tutti e non può essere utilizzata come semplice rinvio della crisi. Per funzionare richiede qualità dei piani, tempestività, creditori disponibili al confronto e professionisti preparati.