E’ stato con noi il dott. Gianluca Verasani, Presidente della Società Cooperativa Bilanciai di Campogalliano.
Abbiamo incontrato il dottor Verasani in occasione del Factory Tour, iniziativa promossa da Confindustria Emilia Area Centro per favorire confronto e approfondimenti tra imprese associate che, nel 2026, ha fatto tappa anche alla Società presieduta dal dott. Verasani.
Con questa conversazione desideriamo proseguire idealmente quella visita.
Dal 1949 Coop Bilanciai sviluppa sistemi di pesatura per i diversi settori produttivi e nel tempo ha trasformato la sua storia in innovazione: automazione industriale, software avanzati, integrazione con i processi produttivi, per mantenere la competitività.
Cooperazione, impresa, innovazione: il caso di Società Cooperativa Bilanciai
Quando si parla di cooperazione, il rischio più frequente è fermarsi agli stereotipi. Da un lato c’è chi la considera una forma d’impresa “diversa” in senso quasi attenuato rispetto alla società commerciale; dall’altro chi continua a guardarla come un soggetto privilegiato, senza coglierne fino in fondo la struttura economica, patrimoniale e organizzativa. La conversazione proposta in questo video aiuta invece a riportare il tema nel suo perimetro corretto: la cooperativa è un’impresa a tutti gli effetti, che opera sul mercato, produce valore, affronta rischi, deve investire, innovare e mantenere i propri equilibri economici e finanziari. La sua specificità non sta nell’essere meno impresa, ma nell’essere impresa secondo una finalità mutualistica e sociale che incide sul rapporto con i soci, sulla destinazione degli utili e sulle logiche di sviluppo.
Nel corso dell’incontro viene anzitutto chiarito che le cooperative non sono tutte uguali, ma si possono distinguere, in prima approssimazione, tre grandi categorie. Vi sono le cooperative di lavoro, nelle quali chi opera all’interno dell’impresa è in larga parte anche socio della cooperativa; vi sono le cooperative di utenza, nelle quali il rapporto mutualistico si realizza sul lato del consumo o del godimento di un servizio, come accade ad esempio nelle cooperative di consumo o in quelle di abitazione; e vi sono infine le cooperative di supporto, nelle quali il socio conferisce beni, prodotti o attività e utilizza la cooperativa come struttura di trasformazione, valorizzazione o organizzazione dei servizi. È una distinzione importante, perché ogni forma cooperativa genera un diverso equilibrio tra impresa, soci e mercato.
In uno dei passaggi della conversazione viene ricordato che le cooperative non sono soggetti chiamati a rinunciare all’utile. Al contrario, devono produrre risultati economici adeguati, perché senza margini non si finanziano investimenti, innovazione, crescita patrimoniale e capacità di affrontare le fasi avverse del mercato. La differenza è che una parte significativa del valore creato viene destinata a riserve indivisibili, cioè a patrimonio che non entra mai nella disponibilità dei soci e resta stabilmente a servizio dell’impresa.
Il dialogo affronta poi il tema delle cooperative di supporto, soprattutto in ambito agricolo e agroalimentare, dove il problema del conferimento si intreccia con la tenuta economica della cooperativa e con la sopravvivenza dell’impresa del socio. In questi casi la cooperativa si trova spesso a dover comporre un equilibrio difficile tra la necessità di remunerare adeguatamente il conferitore e quella di non compromettere il bilancio dell’organizzazione. È un tema che tocca direttamente la responsabilità degli amministratori e richiama un principio di fondo: la mutualità non può tradursi nell’accettazione di perdite sistematiche o nell’alterazione dei fondamentali economici dell’impresa. La cooperativa deve tutelare il socio, ma proprio per farlo deve restare sana, patrimonialmente solida e capace di stare sul mercato.
Su questo punto si innesta un confronto molto utile anche con il mondo della GDO e, più in generale, con le catene del valore. La cooperativa, sia essa di produzione, di consumo o di supporto, subisce come detto pressioni sui prezzi, sui costi energetici, sulla continuità della fornitura, sulla qualità richiesta dal mercato.
La seconda parte del video entra nel caso concreto di Cooperativa Bilanciai, una realtà che rappresenta in modo esemplare il legame tra tradizione manifatturiera, cultura cooperativa e vocazione all’innovazione. Le sue origini risalgono al secondo dopoguerra e la trasformazione in cooperativa, avvenuta nei primi anni Sessanta, viene letta come il passaggio necessario per compiere un salto dimensionale e organizzativo. Da allora il filo conduttore è rimasto lo stesso: presidiare internamente il know-how della misurazione, progettando e realizzando sistemi di pesatura completi, dalla componente meccanica ed elettronica fino al software che dialoga con i sistemi gestionali dei clienti.
Cooperativa Bilanciai offre continuità operativa, assistenza, manutenzione, capacità di intervenire in tempi rapidi in contesti nei quali il fermo macchina significa blocco della produzione, rallentamento logistico o disservizio critico. In un mercato come questo, il post-vendita è parte integrante del valore. Ed è proprio da qui che si comprende il senso di una crescita che ha portato il gruppo a sviluppare una presenza internazionale articolata, con società controllate e partecipazioni in diversi Paesi europei, mantenendo però un forte radicamento nel territorio di origine.
Non meno significativa è la riflessione sulle prospettive di sviluppo. L’orizzonte non è limitato alla pesatura in senso stretto, ma si allarga al mondo più ampio della misurazione: volumi, liquidi, sistemi intelligenti, manutenzione predittiva, applicazioni industriali ad alto contenuto tecnologico. È una visione coerente con la storia dell’impresa e con la natura stessa del suo patrimonio tecnico: un patrimonio costruito nel tempo, alimentato dagli investimenti e reso possibile da una governance capace di guardare oltre il breve periodo.
Da questa conversazione emerge anche la qualità di un territorio come l’Emilia-Romagna, dove cultura d’impresa, cooperazione, competenze tecniche e capacità di innovare continuano a intrecciarsi in modo fecondo. Cooperativa Bilanciai ne è una testimonianza concreta.
