PMI, consulenza e filiere strategiche
Conversazione con Renato Goretta, Vicepresidente Assoconsult
Come stanno cambiando i bisogni delle piccole e medie imprese e quale ruolo può assumere il sistema della consulenza nell’accompagnarne le scelte? Da questa domanda prende avvio la conversazione ACEF tra Gianfranco Barbieri, Presidente dell’Associazione, e Renato Goretta, fondatore di Gesta Consulenza e Vicepresidente Assoconsult con delega alle PMI della consulenza e al Sistema Italia.
Il confronto si apre con il recente rinnovo dei vertici di Assoconsult e con gli obiettivi del nuovo Consiglio di Presidenza. La linea indicata è quella della continuità rispetto al lavoro svolto negli ultimi anni, ma con nuovi progetti, a partire dalla costruzione di un «manifesto della consulenza». La delega affidata a Goretta comprende due responsabilità strettamente collegate: rappresentare e valorizzare le piccole e medie società di consulenza e, nello stesso tempo, intercettare i bisogni del tessuto produttivo italiano. L’obiettivo non è creare ambiti separati, ma favorire il dialogo tra società di consulenza di diversa dimensione e rafforzare il collegamento con la Piccola Industria e con le articolazioni territoriali di Confindustria.
Il punto di partenza è la struttura dell’economia italiana, composta in larghissima misura da PMI. Molte di queste imprese operano all’interno di filiere e dipendono da pochi grandi committenti. Tale configurazione assicura specializzazione e capacità produttiva, ma espone anche a rischi significativi: oscillazioni improvvise della domanda, tensioni sui costi, pressioni sui prezzi, ritardi nei pagamenti e dipendenza dalle decisioni del capofiliera. La fragilità aumenta quando l’impresa è sostanzialmente monocliente o non dispone di strumenti adeguati per diversificare mercati e filiere.
In questo scenario cambia anche la domanda rivolta ai consulenti. Non basta più intervenire su un singolo adempimento o su una specifica esigenza di compliance. Le imprese hanno bisogno di una consulenza capace di leggere l’organizzazione nel suo complesso, valutare i rischi, accompagnare gli investimenti e tradurre le trasformazioni del mercato in scelte strategiche. Il valore del consulente risiede anche nella capacità di portare all’interno dell’impresa esperienze maturate in contesti differenti, offrendo un punto di vista indipendente e contribuendo a ridurre le conseguenze di decisioni non adeguatamente preparate.
Un esempio significativo riguarda il possibile passaggio da filiere in difficoltà, come quella automotive, a comparti che stanno beneficiando di nuovi investimenti, come Aerospazio e Difesa. Si tratta di un cambiamento che può apparire semplice in astratto, ma che richiede competenze, investimenti, adattamento dei processi e una diversa capacità produttiva. Entrare in una nuova filiera non significa soltanto trovare un nuovo cliente: occorre comprenderne requisiti, tempi, volumi e responsabilità.
Anche l’intelligenza artificiale impone un’evoluzione del lavoro consulenziale. La tecnologia non può essere semplicemente aggiunta all’organizzazione: deve essere introdotta con consapevolezza, dopo avere analizzato i processi e valutato gli impatti normativi, organizzativi e professionali. Il consulente è quindi chiamato non soltanto a conoscere gli strumenti, ma a guidarne un’applicazione coerente con le caratteristiche e gli obiettivi dell’impresa.
La conversazione affronta inoltre il rafforzamento e l’accorciamento delle catene di fornitura. I grandi committenti chiedono filiere più solide, capaci di garantire continuità, affidabilità e adattamento. Per le PMI questo può significare aggregarsi, collaborare o costruire nuove reti. Le Confindustrie territoriali e le associazioni di settore possono svolgere una funzione decisiva nel mettere in relazione imprese, competenze e opportunità.
Sullo sfondo rimane una questione altrettanto rilevante: il ricambio generazionale. Affrontarlo in ritardo riduce drasticamente le alternative disponibili. Preparare per tempo la successione, anche valorizzando figure manageriali interne o valutando operazioni straordinarie, significa tutelare il patrimonio industriale, le competenze e i posti di lavoro. Ancora una volta, il compito della consulenza è aiutare l’imprenditore a governare il cambiamento prima che diventi un’emergenza.
Auguriamo al Vicepresidente Goretta un buon lavoro!
