Il 23 marzo è stata con noi l’ing. Sonia Bonfiglioli, PresidenteConfindustria Emilia Area Centro e voce autorevole del mondo imprenditoriale.
Un dialogo sui temi che attraversano oggi il mondo dell’impresa, tra innovazione, responsabilità e prospettive future.
Le imprese stanno attraversando una fase di trasformazione profonda, segnata da instabilità geopolitica, tensioni sui mercati, discontinuità nelle catene di fornitura, pressione competitiva internazionale e accelerazione tecnologica. Che messaggio dare, quindi, agli imprenditori?
Per restare competitivi servono lucidità, preparazione, capacità di leggere il cambiamento e disponibilità a rimettere in discussione modelli consolidati.
La riflessione parte da una fotografia del tessuto imprenditoriale del nostro territorio, che conta circa 3.400 imprese associate a Confindustria Emilia Area Centro nelle province di Bologna, Modena e Ferrara. Il dato più significativo è che circa 2.200 di queste hanno meno di 50 dipendenti. Questo significa che il cuore del sistema produttivo territoriale è composto in larga parte da realtà medio-piccole, spesso molto dinamiche, ma anche più esposte agli shock esterni e più fragili davanti alla rapidità dei cambiamenti in corso.
Secondo questa impostazione, il paradigma che aveva sostenuto per anni la crescita di molte imprese, fondato su export relativamente agevole, relazioni consolidate e catene di fornitura lunghe, si è incrinato prima con il Covid e poi con l’attuale scenario internazionale. A questo si aggiungono la competizione globale, la pressione di sistemi economici che operano con logiche di costo molto diverse da quelle europee e la necessità di confrontarsi con nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale.
Per questo la formazione dell’imprenditore viene indicata come una priorità strategica. Non basta aggiornare il personale: chi dirige l’azienda deve mettere a fuoco i nuovi scenari, comprendere le traiettorie della trasformazione e maturare una visione chiara. Da qui nasce il programma formativo avviato con un primo seminario residenziale e destinato a proseguire nei prossimi anni con altri moduli, anche in occasione di Farete. I temi affrontati spaziano dalla geopolitica all’intelligenza artificiale, dal cambiamento dei modelli di business al passaggio generazionale.
Il tema del passaggio generazionale occupa uno spazio decisivo nella conversazione. Viene sottolineato come molte imprese nate nel dopoguerra si trovino oggi davanti a un ricambio inevitabile, spesso accompagnato da grandi movimenti patrimoniali, equilibri familiari delicati e prospettive non scontate di continuità. Gli strumenti esistono, ma da soli non bastano. Il vero nodo è culturale, personale, relazionale. L’imprenditore vive spesso l’azienda come una creatura propria, quasi un figlio, e proprio per questo fatica ad accettare l’idea di affidarla ad altri. Tuttavia, la consapevolezza e la prevenzione diventano essenziali per accompagnare il cambiamento senza traumi, tenendo insieme razionalità economica, sensibilità umana e continuità aziendale.
Accanto alla formazione, l’altro grande asse della conversazione è l’innovazione tecnologica, affrontata attraverso il progetto “Human-Centric Automation”. L’obiettivo è accompagnare soprattutto le imprese manifatturiere medio-piccole verso forme di automazione che non sostituiscano la persona, ma la supportino, migliorando sicurezza, qualità del lavoro, efficienza dei processi e attrattività per le nuove generazioni. Certi modelli produttivi tradizionali non sono più sostenibili né sul piano competitivo né su quello organizzativo, e rischiano di non essere più attrattivi per giovani tecnici e diplomati.
Il progetto parte dall’intralogistica, ambito spesso faticoso, poco qualificato e talvolta esternalizzato in modo critico, per introdurre soluzioni tecnologiche selezionate e negoziate anche economicamente da Confindustria a beneficio delle imprese associate. L’associazione, in questo schema, non si limita a dare indirizzi: mette in campo validazione tecnica, confronto con aziende più grandi, selezione di partner hardware e software, definizione di condizioni economiche favorevoli e monitoraggio continuo delle migliori soluzioni disponibili, anche attraverso visite internazionali e contatti con player tecnologici avanzati.
Il cambiamento va governato, non subito. E per farlo servono imprenditori consapevoli, imprese aperte all’innovazione, passaggi generazionali preparati con intelligenza e una trasformazione tecnologica graduale, concreta e centrata sulle persone. In un tempo incerto, la vera risposta non è fermarsi, ma attrezzarsi meglio.
