Una riflessione di Luciano Salsi "La fiscalità della Crisi"

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Il fisco è un elemento imprescindibile della vita sociale. In questa fase della Crisi, la politica fiscale può ancora essere un fattore di sviluppo?
La situazione dell’attuale crisi impone di riflettere sul ruolo della fiscalità. Ma per fare questo occorre rivalutare e definire il nuovo rapporto Stato/ Cittadino.
 

"Poena metusque aberant, nec verba minantia fixo aere legebantur, nec supplex turba timebat iudicis ora sui, sed erant sine vindice tuti"

"Non vi devono essere timore di pene e la gente non deve temere minacce, o i verdetti di un giudice, sicura e libera com’era"

(Ovidio, Le Metamorfosi)

 Lo Stato, l’Erario non è un soggetto terzo che ha l’obiettivo di reperire risorse per i suoi fini.

Lo Stato richiede una contribuzione per soddisfare i bisogni sociali-economici dei suoi cittadini. Questo impone allo Stato di chiarire la propria programmazione per realizzare  questa primaria finalità. Il cittadino, preso atto di questi obiettivi, tutti rivolti a soddisfare i suoi bisogni, deve accettare il tributo come momento imprescindibile della partecipazione ad una collettività organizzata.

Questo percorso si identifica con l’assunto che la politica fiscale è un fattore di sviluppo nella sua più ampia declinazione: economica, sociale, sulla base dei principi di solidarietà e sussidiarietà.

Il patto sociale impone, pertanto, la condivisione di questi principi fondamentali

I.    Lo Stato è la rappresentazione di tutti i cittadini;
II.    Lo Stato, come soggetto democratico,  deve individuare i bisogni da soddisfare;
III.    L’Erario è solo lo strumento per reperire le Risorse per realizzare i fini di cui sopra : Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Equitalia devono sempre e solamente rispondere a tale esigenza;
IV.    La stabilità dei Patti è un aspetto imprescindibile di tale rapporto;
V.    Quando lo Stato non è coerente con tale impostazione, ma agisce in modo conflittuale perde l’elemento identificativo della rappresentatività dei suoi cittadini;
VI.    Quando il cittadino, con atti ed azioni chiaramente identificati,  si sottrae alla richiesta della legittima contribuzione si pone al di fuori della collettività e ne deve subire ed accettare le conseguenze;   

VII.    La lotta all’evasione fiscale diventa, pertanto, la lotta di tutti i cittadini per reperire le risorse che si traducono nella soddisfazione dei propri bisogni;

VIII.    L’elevata contribuzione di oggi non può essere giustificata dalla presenza di una forte evasione incontrollata, per cui lo Stato chiede le risorse sempre e comunque a quei cittadini che hanno accettato il patto di rappresentanza.

IX.    Il Giudice Tributario, al servizio dell’Equità della contribuzione, deve valutare l’atteggiamento del Cittadino nei confronti dell’Erario: non apprezzare  gli strumenti, sempre più aggressivi  ideati dall’Erario per reperire Risorse e deve combattere chi si pone al di fuori della Comunità, chiamandosi fuori dalla Contribuzione, ma pretendendo il miglioramento del servizi erogati.   

Questo nuovo modello organizzativo deve essere alla base della rinascita del nuovo rapporto tra Cittadino e Stato: chi viola tale patto, sia rappresentante dello Stato, sia Cittadino deve essere considerato al di fuori della Comunità di appartenenza.

 

Luciano Salsi è Giudice Tributario, Dottore Commercialista e Presidente della Commissione Organizzazione ed Attività sulle Commissioni Tributarie dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bologna.

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