OMAT Roma 2009 - ACEF è partner della Fiera dell'archiviazione ottica

OMAT Roma 2009

Nel campo della gestione elettronica delle informazioni OMAT è la manifestazione che dal 1990 riunisce aziende, istituzioni, accademici, utenti ed esperti per discutere attorno allo stesso tavolo.

Omat festeggia i propri vent’anni con un’edizione piena di novità: convegni, tavole rotonde, area espositiva… per capire come mettere a frutto la mole di dati che ogni azienda crea e riceve ogni giorno, l’appuntamento con i protagonisti della digitalizzazione è qui.

ACEF è partner della fiera perchè la digitalizzazione dei documenti e lo studio del più efficiente workflow documentale è uno dei più potenti motori dell'innovazione negli studi professionali. Uno studio professionale moderno non può infatti fare a meno di gestire i flussi documentali in maniera semplice ed efficiente ad esempio per:

  • supportare l'attività dei collaboratori che sempre più spesso devono accedere alle informazioni da fuori Studio;
  • comunicare in maniera più rapida e asincrona con il cliente;
  • semplificare la gestione e l'archiviazione dei fascicoli;
  • ridurre i costi di archiviazione;
  • ridurre i tempi di ricerca dei documenti archiviati.

La partecipazione all'evento è gratuita e nell'ambito delle due giornate è previsto un ricco programma di seminari e convegni sui vari temi legati alla digitalizzazione.

Vi aspettiamo dunque a OMAT Roma i prossimi 11 e 12 novembre!

Modulo di iscrizione online

 

Riportiamo di seguito l'introduzione al convegno di apertura "STRATEGIE E TECNOLOGIE: COME GESTIRE IL PATRIMONIO DI DATI E INFORMAZIONI DIGITALI PER GENERARE EFFICIENZA, INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ"

Il periodo che stiamo attraversando, pur in presenza di segnali che fanno sperare in una prossima ripresa, non ha ancora esaurito gli effetti della crisi che ha investito l'economia alla fine del 2007. Il mercato di cui si occupa OMAT, ossia quello della gestione e dell’impiego dei contenuti digitali, è un settore meno penalizzato del più vasto settore dell’Information Technology  il mercato (Software e Servizi) dei Contenuti Digitali non propriamente strutturati, così come lo si è fino ad ora misurato, può essere stimato in Italia, per il 2008, intorno ai 1.220 Milioni €, con una crescita di oltre il 12,5 % rispetto al 2007: rappresenta circa un 8,8% della corrispondente componente IT nazionale; per quanto concerne il 2009 (un anno non certamente facile) da prime indagini sembra che fino ad oggi si registrino risultati in linea con quelli dello scorso anno con alcuni significativi picchi positivi, ma anche delle situazioni di una qualche sofferenza.

Da quanto si può vedere da questi primi mesi del 2009, dunque, sia pur in mezzo a molte difficoltà, si conferma che tale mercato è stato toccato dalla crisi meno degli altri settori.

Aziende ed Amministrazioni stanno, infatti, rendendosi conto che le informazioni di cui dispongono sono la vera energia cui possono attingere per raggiungere gli obiettivi di cui sopra: essa va opportunamente “incanalata” ed utilizzata/elaborata per ottenere efficienza ed innovazione. È proprio in momenti come questi che Amministrazioni ed Imprese devono guadagnare in efficienza (contenimento dei costi) da un lato mentre dall’altro hanno l’esigenza di aumentare l’efficienza e di generare innovazione.

Un’idea delle informazioni digitali disponibili la fornisce il White Paper IDC del marzo 2008 "The Diverse and Exploding Digital Universe - An Updated Forecast of Worldwide Information Growth Through 2011" dove si prevede che le informazioni digitali dai 448 Esabyte generate (almondo) nel 2008 raggiungeranno, nel 2011, gli 1,8 Zettabyte (migliaia di Esabyte). Anche se “solo” il 30% delle informazioni generate è frutto dell’attività delle organizzazioni, queste saranno responsabili per la sicurezza, la privacy, l’affidabilità e la conformità di ben l’85% delle informazioni stesse.

Tra queste informazioni quelle non strutturate rappresentano, poi, la componente principale di crescita e corrispondono ad una percentuale pari almeno al 70-80% dei dati che ogni organizzazione deve gestire ed integrare, in modo trasparente per l’utente, con quelle tradizionali strutturate. La vera sfida di questo secolo è, e sarà, dunque, quella di riuscire a gestire e conservare in modo efficiente le informazioni digitali, per poi impiegarle nel modo più efficace possibile.

Uno dei percorsi che può contribuire a raggiungere gli obiettivi di cui sopra è l’automazione, il più spinta possibile, dei processi documentali, ovvero l’adozione di soluzioni che consentano di digitalizzare ed automatizzare il ciclo di vita di un documento - dal momento in cui arriva in azienda fino all’archiviazione - eliminano, in primis, le costose attività di input manuale e di gestione della carta, per, poi, raggiungere obiettivi quali l’automazione dei processi e l’integrazione con altre applicazioni.

In quest’ottica una recente ricerca di Adobe Italia ha cercato di trovare una risposta alle seguenti domande, almeno nel contesto di aziende di medio-grandi dimensioni: Qual è la realtà nelle aziende italiane? Quali investimenti sono stati effettuati e come sta evolvendo l’automazione dei processi? Quali aree sono coinvolte e quali settori merceologici sono più sensibili? Ne è risultato un quadro che evidenzia che hanno investito (o intende farlo nell’arco dei prossimi 12-18 mesi) in soluzioni di digitalizzazione solo un 37% del campione, mentre la maggior parte delle aziende intervistate ha mostrato di essere sensibili al problema, ma non ha ancora intrapreso alcuna azione. Chi ha preso la strada della digitalizzazione - salvo alcune tipologie di aziende che hanno mostrato propensione all’innovazione, individuando nella revisione, supportata dall’IT, dei processi aziendali lo strumento per perseguire concreti benefici - in genere si è concentrato a migliorare i processi all’interno della azienda (amministrazione, acquisti, vendite, adeguamento alle normative, …).

Si evidenzia, pertanto, uno spazio di mercato che potrà essere occupato da chi saprà cogliere le esigenze di efficienza ed innovazione e proporre le soluzione adatte e passibili di future evoluzione. Spazio di mercato che tende ad ampliarsi se alle aziende che hanno dematerializzato a macchie di leopardo si aggiungeranno quelle che decideranno di, o dovranno, adottare la fatturazione elettronica o vorranno integrare, almeno in parte, l’itera catena del valore cui appartengono.

Questo cambiamento, anche se sempre troppo lento, è già in atto; alcuni dei ”segnali” che lo provano sono ad esempio:

  • il sempre più massiccio intervento del legislatore, a tutti i livelli, per “regolamentare” l’impiego del digitale (non sempre si ottengono norme molto efficaci, ma di positivo c’è la sensibilizzazione al problema);
  • il riconoscimento che è proprio la tecnologia a rappresentare il vero elemento determinante per generare efficienza, innovare e re-ingegnerizzare i processi;
  • la convinzione, ormai diffusa, che gli investimenti in tecnologia siano da considerare non più in termini di risparmi circoscritti all’oggetto dell’intervento, ma si deve effettuare una valutazione che tenga conto di tutti gli aspetti interessati dai processi coinvolti;
  • il rendersi realisticamente conto che la tecnologia digitale non può offrire quella sicurezza assoluta che “ingenuamente” si desidererebbe, ma può garantire processi di gran lunga più sicuri di quanto non lo siano (o lo fossero) quelli basati sulla “carta”; la revisione dei processi deve dunque tenerne conto anche del valore della maggior sicurezza indotta dal digitale.

Il convegno di apertura di OMAT è organizzato per enfatizzare la tendenza, la volontà, la possibilità e l’esigenza di impiegare al massimo le tecnologie basate sui contenuti digitali. Oltre agli importanti interventi istituzionali, indispensabili per comprendere e verificare le strategie del settore, verranno illustrati casi di “best practice” in seno alla pubblica amministrazione e si farà il punto sullo stato dei progetti di digitalizzazione/de materializzazione in ambito sanitario (uno dei tre punti chiave della strategia governativa in materia).

Completerà il Convegno una Tavola Rotonda cui partecipa un campione significativo di aziende qualificate operanti in Italia nel settore della Gestione e Conservazione dei Contenuti digitali (Enterprise Information Management) e altri interlocutori qualificati che evidenzieranno quelli che secondo loro sono gli aspetti più significativi ed efficaci per perseguire efficienza ed innovazione tramite l’impiego del digitale; la Tavola Rotonda si concluderà, sotto la guida del Moderatore, con una discussione/confronto su quanto illustrato dai singoli partecipanti.